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Latorre è come Berlusconi..anzi, peggio.

Contributo comparso sulle pagine regionali de Il Quotidiano della Calabria, 9 Agosto 2011

Titolo originale: Gli sgomberi di Latorre prima delle stangate

di Flavio Stasi

Libero Teatro, Filorosso, Assalto, Laboratorio Politico Aula P2. Ne siamo consapevoli: quello che sta accadendo all’Unical non è frutto del caso.

I mercati ancora non reagiscono alle promesse di BCE e G7, e se indici e borse non sono certo il pane quotidiano di ragazzi e lavoratori calabresi, purtroppo questo non basta ad esorcizzarne gli effetti. Se il crollo non verrà fermato, infatti, la crisi si trasformerà in una violenta depressione, ovvero in aumento della disoccupazione e tagli allo stato sociale.

Se i dati sulla disoccupazione in Italia sono già oggi drammatici, al sud sono terrificanti. Svimez sostiene che 2 giovani su 3 sono “a spasso”, nonostante si tratti di dati falsati (senza alcuna colpa dell’istituto): tra quelli considerati “non disoccupati” infatti, bisogna considerare i precari, ovvero quelli che in un anno lavorano 6 mesi, 3 mesi, addirittura 1 mese, senza diritti o quasi. Continue reading


Nessuna deroga alla volontà del territorio

Alla faccia della responsabilità nazionale, con la pressione dei mercati alle stelle e milioni di cittadini col fiato sospeso, il governo inserisce nella finanziaria una norma appositamente per il carbone, che nulla ha a che vedere col debito pubblico, con la borsa, con la stabilità del paese ed il suo sviluppo, anzi. Annunciando la pubblicazione del documento “Finanziaria di lacrime, sangue e carbone” denunciamo l’ennesimo tentativo di Enel e del Governo di agire in deroga alle norme democratiche, di tutela della salute, dell’ambiente e dell’economia dei territori. È l’ennesimo tentativo di scavalcare tutte le istituzioni e le istanze territoriali del territorio, a partire dalle associazioni del turismo, dell’agricoltura, della pesca, fino alla Provincia ed al Consiglio Regionale. Si intende calare dall’alto un altro disastro per l’economia e lo sviluppo della sibaritide.

Quello che speculatori energetici e faccendieri di governo non hanno capito è che si può agire in deroga alle norme, ma non alla volontà popolare. I cittadini del nostro territorio hanno già pagato per quarant’anni, con la propria salute e la propria economia, le speculazioni di predatori dell’energia e le inadeguatezze della classe politica: non abbiamo nessuna intenzione di pagare ancora. Anzi, viste le promesse mai mantenute riteniamo sia giunto il momento di incassare, per cui Enel e Governi pensino alla bonifica del territorio, alla tutela dei lavoratori dell’impianto e dell’indotto, nonché alle infrastrutture ad alle indagini epidemiologiche, dati i dati allarmanti, per comprendere quali danni hanno portato centrale ed elettrodotto ai cittadini.

Flavio Stasi

Coordinamento Nazionale No Carbone – CNNC

Rete Difesa del Territorio “Franco Nisticò” – RDT

 

Allegato: [Documento] Finanziaria di lacrime, sangue..e carbone

 


Finanziaria di lacrime, sangue..e carbone

Il paese è in crisi e il governo, mentre si appella alla responsabilità, tutela Enel Spa, principessa della speculazione.

 

di Flavio Stasi

(http://resistente.noblogs.org)

 

Scarica il documento in formato pdf

 

 

INDICE

1. Questione di responsabilità nazionale

2. Enel e Governo: storia di una violazione continua

3. Cosa prevede la Finanziaria 2011?

4. Questa norma può riguardare la centrale di Rossano?

5. Conclusioni: gli speculatori hanno amici nei governi, ma non sui territori

Appendice A: Riferimenti Legilsativi

 

Questione di responsabilità nazionale

Sono giorni concitati per l’economia italiana. La speculazione dei mercati in atto sta mettendo a dura prova il sistema economico e bancario del paese, e lo stress finanziario contagia i titoli in borsa in pesante ribasso. Si potrebbe disquisire per mesi a proposito della modalità con cui il mercato finanziario, in regime liberista, fa tremare milioni di famiglie e cittadini dei ceti bassi e medi, senza che questi abbiano fatto nulla se non lavorare duramente e quotidianamente per il proprio sostentamento alle condizioni imposte dal mercato stesso.

Fatto sta che il disequilibrio finanziario di queste settimane ha imposto una manovra che si avvalerà, tipicamente, di sacrifici della popolazione: dalla sanità (ticket) ai lavoratori del pubblico impiego (blocco dei contratti), dagli enti locali (tagli a comuni, provincie, regioni) alle pensioni (innalzamento dell’età pensionabile). In un clima frenetico ed impaurito, con i mercati fuori controllo, il fiato del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Europea sul collo, in sole otto ore di discussione alla camera, agevolata anche dalla cosiddetta “opposizione”, si è approvata una finanziaria record da 70 miliardi di euro. Il Governo ha dunque fatto appello al senso di responsabilità, in una situazione drammatica ed emergenziale, per limitare al minimo polemiche e discussioni. Anche il Presidente della Repubblica si è appellato alla politica ed addirittura alla stampa, per mantenere un atteggiamento responsabile a tutela della stabilità nazionale.

Ed in questo clima di solenne responsabilità il Governo decide di inserire, tra una misura di austerità e l’altra, una norma scritta appositamente per gli interessi di Enel Spa (per intenderci non una società pubblica ma una multinazionale che fattura 5 miliardi di euro l’anno) e che danneggia territori ed il settore delle fonti rinnovabili. Continue reading