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Le residenze private e l’impero decadente di Latorre

di Flavio Stasi

Articolo pubblicato sulle pagine regionali de Il Quotidiano della Calabria dell’8 Febbraio 2012.

Sembra ieri quando gli studenti riempirono il piazzale antistante l’aula magna contro i tagli della legge 133 e di Mariastella Gelmini, il Ministro che ciarlava di meritocrazia e che per superare l’esame di Stato da avvocato si è spostata da Brescia a Reggio Calabria, dove lo superavano tutti.

Sembra ieri, ed il Rettore Latorre era lì a fare l’anti-Mosè: gli studenti erano un’onda e lui tentava di calmare le acque.

Secondo il governo i provvedimenti avrebbero dovuto tagliare gli sprechi e colpire le caste. In realtà i veri, malcelati e raggiunti obiettivi, erano esattamente opposti: tagliare il diritto allo studio e accentrare tutta la gestione delle Università nelle mani di pochi potenti, assimilandole a delle Spa. Obiettivi difficilmente raggiungibili senza l’aiuto di chi occupava le poltrone più ambite degli atenei, ed il Rettore dell’Unical non si è tirato indietro. Come avrebbe potuto? Continue reading


Ruspe e polizia per demolire i centri di iniziativa politica

di Flavio Stasi *

Tratto da “il Manifesto”, 17 Agosto 2011

TITOLO ORIGINALE: Ondata di normalizzazione all’Unical. Disposti tre sgomberi d’Agosto e ancora polizia tra le aule.

Dopo la militarizzazione dell’Ateneo avvenuta in occasione della visita del Presidente Napolitano e la comparsa della celere in antisommossa per “difendere” l’aula magna da un’assemblea degli studenti, il suolo dell’Università della Calabria è nuovamente solcato da reparti della forze dell’ordine.

Questa volta, però, accompagnano ruspe e addetti alla manutenzione: è Agosto, il campus è deserto. Obiettivo: tre sgomberi, normalizzazione.

Seppur in maniera differente, Lsa Assalto, P2 Occupata e Filorosso rappresentano gli unici luoghi di libero confronto all’interno di una università fiaccata da riforme aziendaliste, tagli ministeriali e burocrazia delle caste accademiche. Luoghi di aggregazione, di confronto e soprattutto centri nevralgici delle lotte studentesche, contro i Governi e contro le manovre del prof. Latorre, Rettore dal 1999, che pur di restare in carica ha richiesto e ottenuto la modifica dello Statuto d’Ateneo. Continue reading


L’Università stuprata dalle regole

Contributo comparso sulle pagine regionali de “il Quotidiano della Calabria”, 14 Agosto 2011

Titolo: Il triste finale di una lunga storia

di Flavio Stasi

Bocce ferme, l’Unical torna deserta: nè studenti, nè ruspe, nè rettore, nè poliziotti in antisommossa. Resta lì, inerme ed immobile la nostra Università, rifiatando con gli occhi sbarrati al termine dello stupro. Rimarrà così fino a che, a Settembre, l’energia viva dei ragazzi calabresi le porgeranno il braccio, e si risolleverà ancora più pesante, storpia, sfigurata di prima.

Avremo ancora meno spazi da vivere, ancora più risorse sotto il controllo di un potere asfissiante, ma soprattutto ancora meno ostacoli sul cammino di un’idea che, ormai è chiaro, è clamorosamente sbagliata. Ecco il risultato reale degli sgomberi e tentativi di sgombero messi in atto ad Agosto: ancora più legittimità alla logica che sta facendo letteralmente crollare l’intera nazione, da ogni punto di vista: culturale, sociale, finanziario, persino morale.

Il Paese è in mano a uomini (e sono uomini, alla faccia delle pari opportunità di facciata) la cui incapacità è pari soltanto alla loro faccia tosta nel non tirarsi indietro. Le nostre Università sono in mano a tecnocrati che dovremmo prendere a calci nel sedere e tenere lontano da ogni ateneo, che del concetto di Università hanno fatto man bassa, che ci lasciano in eredità i loro conti a posto ed i loro deserti sterminati di ignoranza ed omologazione. Continue reading


Latorre è come Berlusconi..anzi, peggio.

Contributo comparso sulle pagine regionali de Il Quotidiano della Calabria, 9 Agosto 2011

Titolo originale: Gli sgomberi di Latorre prima delle stangate

di Flavio Stasi

Libero Teatro, Filorosso, Assalto, Laboratorio Politico Aula P2. Ne siamo consapevoli: quello che sta accadendo all’Unical non è frutto del caso.

I mercati ancora non reagiscono alle promesse di BCE e G7, e se indici e borse non sono certo il pane quotidiano di ragazzi e lavoratori calabresi, purtroppo questo non basta ad esorcizzarne gli effetti. Se il crollo non verrà fermato, infatti, la crisi si trasformerà in una violenta depressione, ovvero in aumento della disoccupazione e tagli allo stato sociale.

Se i dati sulla disoccupazione in Italia sono già oggi drammatici, al sud sono terrificanti. Svimez sostiene che 2 giovani su 3 sono “a spasso”, nonostante si tratti di dati falsati (senza alcuna colpa dell’istituto): tra quelli considerati “non disoccupati” infatti, bisogna considerare i precari, ovvero quelli che in un anno lavorano 6 mesi, 3 mesi, addirittura 1 mese, senza diritti o quasi. Continue reading