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Lettera aperta ai cittadini del gruppo “Io non chiudo” contro la chiusura del tribunale

Cari tutti,

in questi mesi di difesa del nostro tribunale buona parte di voi ha fatto un lavoro faticoso, spesso nascosto e silente, provvedendo senza sosta ad informare, organizzare, mediare, mobilitare.

Tuttavia il resoconto dell’ultima seduta della seconda commissione del senato (4 Giugno 2013), a scapito di ogni dichiarazione prematura ed ottimistica, la quale ha evocato fastidiosi dèjà vu, sembra mettere seriamente in discussione non solo una modifica effettiva della “riorganizzazione” degli uffici giudiziari, ma persino una razionale proroga.

Credo che aldilà di ogni possibilità di ripensamento da parte del Ministro, sia giunto il momento di far sentire significativamente la voce del nostro territorio per fermare l’ingiustizia in atto. L’irrazionale risvolto della grottesca trattativa tra Ministero, partiti e singoli dirigenti di partito, che ha prodotto la soppressione del nostro presidio è semplicemente inaccettabile, per i lavoratori del tribunale e per tutti i cittadini della Sibaritide.

Per questo, come semplice cittadino di questo territorio, vi chiedo apertamente di riconvocare la cittadinanza nel più breve tempo possibile per riorganizzare una mobilitazione viva e sonora, rafforzando così ogni altra strada si stia percorrendo nella medesima direzione, stringendo il territorio intorno alla battaglia contro l’ennesimo servizio soppresso.

Lo chiedo a voi perché a voi riconosco l’autorevolezza necessaria per farlo, cittadine e cittadini che, aldilà dei propri ruoli, senza sosta avete lavorato per questo obiettivo.

È necessario superare ogni strumentalità di schieramento, per non dire di bottega, chiudendo la fase dei proclami e delle iniziative di parte, ridando respiro ad un lavoro collettivo e trasparente che rimetta in piedi una mobilitazione concreta e forte quanto basta per ottenere un irrinunciabile risultato. Che i gruppi politici, a torto o a ragione, affilino le armi “dopo” per spartirsi i meriti della mancata chiusura, e non, come è accaduto fin’ora, per sfuggire di fronte alle responsabilità del fallimento.

Per quel poco che conta, io vi manifesto la mia massima disponibilità, invitando implicitamente tutti i cittadini, i gruppi associativi, i gruppi politici, i sindacati e le istituzioni a fare altrettanto.

Salute e lotta.

Flavio Stasi