{"id":683,"date":"2011-11-04T20:50:02","date_gmt":"2011-11-04T19:50:02","guid":{"rendered":"http:\/\/resistente.noblogs.org\/?p=683"},"modified":"2011-11-04T20:57:58","modified_gmt":"2011-11-04T19:57:58","slug":"la-calabria-e-la-sua-via-duscita-dalla-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/resistente.noblogs.org\/?p=683","title":{"rendered":"La Calabria e la sua via d&#8217;uscita dalla crisi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\"><em>Commento comparso sulle pagine regionali de Il Quotidiano della Calabria del 4 Novembre 2011.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><strong><em>di Flavio Stasi<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/resistente.noblogs.org\/files\/2011\/11\/sitcom_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-684\" src=\"https:\/\/resistente.noblogs.org\/files\/2011\/11\/sitcom_1.jpg\" alt=\"\" width=\"185\" height=\"277\" srcset=\"https:\/\/resistente.noblogs.org\/files\/2011\/11\/sitcom_1.jpg 667w, https:\/\/resistente.noblogs.org\/files\/2011\/11\/sitcom_1-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 185px) 100vw, 185px\" \/><\/a>La notizia del referendum greco fa crollare le borse d&#8217;Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Verrebbe da chiedersi: la &#8220;democrazia&#8221; dei mercati, delle privatizzazioni e della concorrenza pu\u00f2 essere pi\u00f9 spudorata di cos\u00ec? Non \u00e8 la volont\u00e0 popolare della Grecia a dimostrarsi incompatibile col liberismo, siamo ad un livello di chiarezza ancora superiore: basta semplicemente che esista la possibilit\u00e0 che il popolo si esprima, e crolla gi\u00f9 tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche i pi\u00f9 abili prestigiatori di regime stanno abbandonando ogni tatticismo sputandoci la verit\u00e0 in faccia. Uno dei pi\u00f9 autorevoli, il Financial Times, per esempio, commenta la notizia greca seccamente: \u00abchiedere al popolo di esprimersi sull&#8217;accordo del 27 ottobre \u00e8 come chiedere al tacchino se vuole essere sacrificato\u00bb. Insomma, gli accordi che i vari governi stanno prendendo a Bruxelles sono delle fregature enormi, e proprio per questo \u00e8 bene che il popolo non si esprima, che venga guidato silenziosamente verso il forno gi\u00e0 caldo insieme a quattro patate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo accade lontano, a Bruxelles, ad Atene, a New York, a Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Calabria invece dobbiamo ritenerci fortunati, visto che la crisi ce l&#8217;abbiamo dall&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Amara ironia, eppure forse \u00e8 proprio per questo che il popolo calabrese, piuttosto che attaccarsi alle agenzie che rimbalzano il disastro dei mercati, si sta attrezzando per uscire dalla crisi attraverso parole d&#8217;ordine ben diverse da quelle dell&#8217;Europa finanziaria. Dalle nostre parti i vertici d&#8217;emergenza Merkel-Sarkozy o gli &#8220;European Financial Stability Facility&#8221; hanno davvero poca rilevanza, o quanto meno poco fascino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La crisi, dicono i cinesi, \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0, ed allora la Calabria vuole coglierla al volo, per esempio iniziando a decidere dei propri territori o valorizzando le sue enormi risorse finora affossate dai ricatti economici e dalle incapacit\u00e0 politiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 stato questo lo spirito con cui migliaia di persone si sono viste a Saline Joniche, dicendo no al carbone insieme ad altre citt\u00e0 d&#8217;Italia, e sar\u00e0 lo stesso spirito con cui i calabresi sfileranno il 12 Novembre a Crotone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fin&#8217;ora in Calabria la parola &#8220;sviluppo&#8221; \u00e8 stata sempre legata alla parola &#8220;ricatto&#8221;: del lavoro, innanzitutto. Sviluppare la propria terra dovrebbe essere una prospettiva entusiasmante per chiunque, eppure oggi, se un calabrese non proprio sprovveduto sente la parola sviluppo, rischia di restare sul colpo. Sfido chiunque a pensarla diversamente, dopo aver fatto qualche esempio di come lo &#8220;sviluppo&#8221; sia stato declinato negli ultimi decenni a sud del Pollino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;industrializzazione di Crotone per esempio, ad oggi un bel velenificio filtrato coi profitti di Eni e compagnia. La Salerno &#8211; Reggio Calabria, ovvero la pi\u00f9 colossale opera di sviluppo delle finanze &#8216;ndranghetiste attualmente, e per lungo tempo, ancora in attivit\u00e0. La liquichimica di Saline Joniche, oggi un bel rottame a sfigurare gli splendidi panorami grecanici, uno dei tanti che ci tocca osservare facendo un giro per le nostre coste. Ed ancora centrali, discariche, grandi opere, tutto in mano a multinazionali, coadiuvate consapevolmente o meno dalla &#8216;ndrangheta, coadiuvata consapevolmente o meno dalla classe politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E se c&#8217;\u00e8 una caratteristica di questo modello, governato dalla tecnocrazia delle banche e delle multinazionali, che lega la Calabria direttamente alla Grecia in bancarotta, \u00e8 l&#8217;assoluto annichilimento della democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi pi\u00f9 di ieri \u00e8 evidente come il liberismo, per funzionare, abbia bisogno di farci stare zitti, ha bisogno di decidere sulla testa dei popoli. Ne \u00e8 la prova la reazione dei mercati alla possibilit\u00e0 di referendum in Grecia. Ne sono la prova 14 anni di commissariamento dei rifiuti in Calabria, ovvero 14 anni di business e di fosse scavate e riempite di monnezza senza che nessuno abbia potuto dire &#8220;a&#8221;. Ne \u00e8 la prova quel che dice Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel, che al convegno nazionale di Comunione e Liberazione ha parlato di &#8220;sviluppo&#8221; definendo l&#8217;espressione dei territori come &#8220;inutili bizantinismi&#8221;. Stiamo parlando dei veti che impediscono ad Enel di costruire centrali a carbone o centrali nei parchi nazionali, tanto per intenderci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ne \u00e8 la contro-prova quello che \u00e8 successo in Islanda, quando in piena crisi del debito un referendum voluto dal basso ha imposto la nazionalizzazione delle banche e la insolvenza del debito nei confronti delle banche estere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C&#8217;\u00e8 un modello di sviluppo, quindi, che ha implicato e continua ad implicare devastazione dei territori e silenzio forzato dei popoli, e c&#8217;\u00e8 anche una parte di una piccola regione di periferia del bel paese, la Calabria, che non ne pu\u00f2 pi\u00f9 di decisioni dall&#8217;alto e di fregature.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo \u00e8 il filo rosso che lega il 29 ottobre dei no-carbone alle vicende finanziarie di questi mesi, al referendum greco, al tasso di disoccupazione alle stelle, alla manifestazione del 12 Novembre a Crotone per la fine del commissariamento dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C&#8217;\u00e8 una parte di Calabria che intende uscire dalla crisi partendo dai fondamentali, partendo da se stessa, dal proprio territorio e dalle proprie risorse, che si vuole dare un modello di sviluppo e di partecipazione distante anni luce da quello attuale, che intende darsi una prospettiva reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La strada \u00e8 lunga e difficile, ma la Calabria \u00e8 viva, ed \u00e8 gi\u00e0 in cammino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Commento comparso sulle pagine regionali de Il Quotidiano della Calabria del 4 Novembre 2011. di Flavio Stasi La notizia del referendum greco fa crollare le borse d&#8217;Europa. 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