{"id":1264,"date":"2013-05-02T20:02:10","date_gmt":"2013-05-02T18:02:10","guid":{"rendered":"http:\/\/stopenel.org\/?p=911"},"modified":"2013-05-02T20:02:10","modified_gmt":"2013-05-02T18:02:10","slug":"30-aprile-rete-stop-enel-nellassemblea-degli-azionisti-intervento-simona-ricotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/resistente.noblogs.org\/?p=1264","title":{"rendered":"30 Aprile \u2013 Rete Stop Enel nell\u2019Assemblea degli Azionisti. Intervento Simona Ricotti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Per i comitati italiani della Rete Stop Enel, intervento di Simona Ricotti nell&#8217;Assemblea degli azionisti 2013. <\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ENEL: l\u2019energia che ti ascolta; cosi si presenta l\u2019azienda in uno dei suoi pi\u00f9 conosciuti spot pubblicitari. ENEL, l\u2019energia che ti opprime viene, invece, vissuta l\u2019azienda ovunque sia presente, in Italia come nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo perch\u00e9 il Consiglio di amministrazione e quella pletora di dirigenti, che voi e noi, sia in qualit\u00e0 di azionisti che in qualit\u00e0 di cittadini, paghiamo profumatamente, si \u00e8 volutamente mostrata sorda e cinicamente indifferente dinanzi alla sofferenza dei territori, incapace di ascoltare quanto avevano da dire intere popolazioni rispetto le scelte industriali dell\u2019azienda che si sono trovate a subire. Peggio ha utilizzato milioni di euro per imbavagliare le popolazioni con ricorsi, consulenze pilotate, pressione sui mass media, finanziamenti ai governi locali e nazionali, sponsorizzazioni distribuite a pioggia su societ\u00e0 ed associazioni; costi importanti che ENEL sostiene per imporre le proprie volont\u00e0 sui territori, comprando il consenso degli enti locali che in Italia schiacciati dal patto di stabilit\u00e0, altrove schiacciati dalla fame e dalla corruzione, si trovano a dover gioco forza accettare.<span id=\"more-911\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Milioni di euro che \u00e8 bene sottolineare vanno ad incidere, unitamente alle tante altre scelte sbagliate, sul pesante debito finanziario dell\u2019azienda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un debito di 43 miliardi di euro dovuto a scelte ed investimenti sbagliati, come quello dell\u2019acquisto di ENDESA e di centrali obsolete nel Est europeo, cha sta comportando grandi debiti a fronte di bassi ricavi, facendo s\u00ec che il titolo crollasse in borsa, o come quello di continuare a spingere sulla realizzazione di nuovi impianti di cui non vi \u00e8 alcuna necessit\u00e0 nell\u2019attuale contesto di progressivo e crescente calo dei consumi energetici: 5% rispettivamente nel 2010, nel 2011 e nel 2012, che si attester\u00e0, secondo le stime degli analisti internazionali, all\u20198% nel 2013, per raggiungere picchi a due cifre fin oltre il 2017.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Politiche aziendali non solo sorde, ma che si stanno rivelando una vera e propria trappola per gli azionisti che si trovano a dover decidere, al fine di ridurre il debito miliardario, un taglio di oltre 6 miliardi entro il 2017 tramite la chiusura di impianti a turbogas e olio combustibile per circa 7000 MW e al taglio di circa 3500 posti di lavori, e a dover sostenere nel contempo investimenti per nuovi impianti e riconversioni, come quelli di Porto Tolle, di Rossano, di Bagnore, dell\u2019 Amiata, di cui non c\u2019\u00e8 alcun bisogno, e che, per di pi\u00f9, sono profondamente osteggiati dalle popolazioni e che proprio per questo graveranno sul bilancio con tutta una serie di pesanti costi aggiuntivi, che andranno ad appesantire quel 1,5 miliardi di euro per contenziosi gi\u00e0 presenti nell\u2019attuale bilancio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo stati quindi costretti a comprare delle azioni, per riuscire ad interloquire con voi, azionisti di ENEL, nella speranza di trovare luogo pi\u00f9 fertile all\u2019ascolto, di riuscire a rendervi maggiormente consapevoli di alcuni aspetti delle politiche aziendali che hanno ed avranno sempre pi\u00f9 pesanti ricadute in termini non solo ambientali ed etici, ma anche in termini strettamente economici, se anche, con estremo cinismo, vi interessasse solo questo aspetto, su quelle che sono le prospettive aziendali di breve e medio termine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 \u00e8 bene che sappiate che ognuno di voi che siede qui, ogni singolo azionista ENEL, in virt\u00f9 delle politiche aziendali portate avanti dal CdA, \u00e8 responsabile a tutti gli effetti delle devastazioni sociali, ambientali e sanitarie che l\u2019ente energetico agisce sui territori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Responsabile delle pesantissime percentuali di mortalit\u00e0 e morbilit\u00e0 per patologie oncologiche, respiratorie e cardiovascolari che si registrano a Civitavecchia, a Brindisi, a La Spezia, in zona Amiata, etc; percentuali, badate bene, i cui dati sono costituiti da corpi, carne e sangue di migliaia di bambini, di uomini e donne che hanno pagato e continuano a pagare con la vita e con immani sofferenze le ricadute sulla salute di milioni di tonnellate di veleni che questi impianti immettono nell\u2019ambiente circostante. E come non bastasse, l\u2019Enel mette a disposizione gli impianti termici per bruciare i rifiuti ,vista la tossica autorizzazione governativa di utilizzare il \u201cCSS\u201d come combustibile, invece di avviare la chiusura degli inceneritori entro il 2020 come prevede la raccomandazione UE del 2012.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Responsabili della distruzioni di intere economie devastate dal pesantissimo inquinamento provocato da questi impianti, spesso in esercizio in violazione delle pi\u00f9 elementari norme di sicurezza ambientali e per questo sottoposti a decine di inchieste giudiziarie,e rinvii a giudizio di dirigenti Enel come nel caso del Brindisino, ma non solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Responsabili della violazione dei diritti umani di intere popolazioni come in Cile, in Colombia, S.Salvador e Guatemala.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Responsabilit\u00e0 di cui ognuno di voi dovr\u00e0 rispondere davanti alla propria coscienza e alla storia, ma di cui, invece l\u2019azienda, e a questo forse sarete pi\u00f9 sensibili. si trover\u00e0 a rispondere in solido nelle sedi giudiziarie. E questo non far\u00e0 certo bene all\u2019immagine e ai bilanci di ENEL, nonostante gli sforzi di apparire azienda attenta alla sostenibilit\u00e0 ambientale e alla questione sociale,fuori e contro il \u201c codice etico\u201dche tanto viene sbandierato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 \u00e8 bene che sia chiaro che porteremo ogni singola violazione dei diritti umani nelle sedi di giudizio europee ed internazionali; ogni singola violazione delle normative vigenti sulle leggi ambientali e sanitarie e delle rispettive autorizzazioni in tribunale; chiameremo a rispondere degli immensi danni sanitari che sta subendo la popolazione e chiederemo il risarcimento danni per ognuno. E questo avr\u00e0 un costo enorme per l\u2019azienda, \u00e8 bene gli azionisti lo sappiano, non solo in termini di spese legali, di consulenze e quanto altro, ma soprattutto in termini di risarcimenti e di danno all\u2019immagine: la difesa della nostra vita, della nostra salute e delle nostre terre contro l\u2019immagine aziendale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono poi i cosiddetti costi esterni, che seguendo l\u2019ormai consolidata logica per cui si privatizzano i benefici economici e si scaricano i costi ambientali, sanitari e sociali sullo Stato, ovvero sui contribuenti, si trover\u00e0 a pagare l\u2019intero paese e ci si dovrebbe spiegare come il socio di parte pubblica, che dovrebbe sedere in questa assise a rappresentare gli interessi del popolo italiano, intenda far coincidere tali oneri con l\u2019interesse nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dove risiede, ad esempio, l\u2019interesse nazionale nell\u2019approvare un piano industriale che prevede di portare la quota di energia prodotta con il carbone al 50%, ben sapendo che tale tipologia di combustibile \u00e8 quella che presenta le maggiori esternalit\u00e0; basti considerare che applicando il metodo d calcolo dei costi esterni messo a punto dall\u2019Agenzia Europea per l\u2019Ambiente (EEA) per l\u2019insieme delle centrali a carbone di ENEL in Italia (dati 2009) si stima un costo esterno complessivo di 1772 milioni di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La decisione della decarbonizzazione nella produzione di energia presa dalla UE, \u00e8 quindi ambientalmente auspicaile, socialmente utile ma anche economicamente convincente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stesso interesse nazionale che non riusciamo a comprendere nella Strategia Energetica Nazionale(SEN) approvata dal Governo Monti- che si basa essenzialmente su \u201c Italia HUB del gas per la UE(con rigassificatori,grandi depositi e gasdotti); aumento produzione idrocarburi (con trivellazioni petrolifere e fraking); sottrazione di1\/5 di territorio agricolo per produzione di agrocombustibili &#8211; tre filoni insostenibili per il nostro gia fragile Paese ,in cui si alternano dissesto idrogeologico,alluvioni e terremoti , e per le popolazioni che ne subiranno come al solito danni e conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vogliamo inoltre in questa sede evidenziare che riteniamo inaccettabile che ENEL, societ\u00e0 il cui socio di maggioranza relativa \u00e8 il Governo italiano, non ottemperi alla volont\u00e0 plebiscitaria violando cos\u00ec la sovranit\u00e0 popolare sancita con il referendum del 2011, di rigetto della strategia nucleare, prevedendo l\u2019uscita dell\u2019azienda dalla produzione nucleare e da progetti in itinere in Spagna,Slovacchia,Bulgaria,Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le politiche energetiche che ENEL persiste nel voler portare avanti si sono dimostrate economicamente, socialmente ed ambientalmente fallimentari, il futuro sta in un diverso modello di energia, una energia giusta. che sappia inserirsi con armonia nei territori e ne incentivi anzich\u00e9 distruggere le vocazioni, che sia al servizio e non contro i cittadini, che si basi su una produzione diffusa ed utilizzi le nuove tecnologie reticolari di trasmissioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non cambiare indirizzo significa continuare a percorrere una strada fallimentare che non far\u00e0 che aumentare il debito dell\u2019azienda e le bollette degli utenti, per questo vi sollecitiamo a fermarvi, ad applicare la Moratoria su tutto l&#8217;autorizzato, compresi i pozzi geotermici dell\u2019Amianta, e le riconversioni a carbone, cos\u00ec da avviare un nuovo piano energetico basato sulle reali necessit\u00e0 del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una strada che in realt\u00e0 \u00e8 obbligata perch\u00e9 vogliamo dirlo con la determinazioni di chi sta difendendo il proprio futuro: la diga de El Quimbo in Colombia, HydroAysen in Cile, le centrali nel territorio Mapuche, le riconversioni a carbone di Porto Tolle e Rossano Calabro, la centrale di Bagnore e quelle in zona Amiata, sono tutti progetti che \u201cnon si faranno\u201dperch\u00e8 noi ci opporremo uniti, con la forza e la consapevolezza universale di chi sta proteggendo la propria terra e il futuro dei propri figli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per i comitati italiani della Rete Stop Enel, intervento di Simona Ricotti nell&rsquo;Assemblea degli azionisti 2013. ENEL: l&rsquo;energia che ti ascolta; cosi si presenta l&rsquo;azienda in uno dei suoi pi&ugrave; conosciuti spot pubblicitari. ENEL, l&rsquo;energia che ti opprime viene, invece, vissuta l&rsquo;azienda ovunque sia presente, in Italia come nel mondo. E questo perch&eacute; il Consiglio<\/p>\n","protected":false},"author":1569,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[199,198],"tags":[],"class_list":["post-1264","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-agm2013","category-eventi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/resistente.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1264","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/resistente.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/resistente.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/resistente.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1569"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/resistente.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1264"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/resistente.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1264\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1284,"href":"https:\/\/resistente.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1264\/revisions\/1284"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/resistente.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1264"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/resistente.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1264"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/resistente.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1264"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}