{"id":12,"date":"2009-11-08T18:50:34","date_gmt":"2009-11-08T17:50:34","guid":{"rendered":"http:\/\/resistente.noblogs.autistici.org\/post\/2009\/11\/08\/a-proposito-del-documentario-i-segreti-di-cuba-prodotto-e-trasmesso-in-questi-giorni-dal-canale-current-durante-il-programma-vanguard\/"},"modified":"2010-08-22T01:04:46","modified_gmt":"2010-08-21T23:04:46","slug":"a-proposito-del-documentario-i-segreti-di-cuba-prodotto-e-trasmesso-in-questi-giorni-dal-canale-current-durante-il-programma-vanguard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/resistente.noblogs.org\/?p=12","title":{"rendered":"A proposito del documentario \u201cI segreti di Cuba\u201d prodotto e trasmesso in questi giorni dal canale Current durante il programma Vanguard"},"content":{"rendered":"<p>Se lo spirito con cui il documentario \u00e8 stato girato, ma soprattutto montato, \u00e8 una parodia autoironica della condizione occidentale e della propaganda antisocialista del secolo scorso, il documentario \u00e8 perfettamente riuscito. Purtroppo, dalla seriet\u00e0 con cui il conduttore Davide Scalenghe ha concluso il programma, sottolineando le difficili condizioni della libert\u00e0 di stampa in Italia, apprendo che lo spirito era ben diverso: l&#8217;ennesima strumentalizzazione della condizione della gente cubana in chiave politica filo-occidentale.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;font-style: normal;font-weight: normal\">Non penso che a cuba ci sia la democrazia, non penso che a cuba ci sia il socialismo. Quello che dobbiamo sforzarci di capire \u00e8 cosa sono l&#8217;una e l&#8217;altro. Se il socialismo totalitario, come si \u00e8 infine realizzato in unione sovietica ed a cuba, \u00e8 solo l&#8217;ombra di una societ\u00e0 veramente libera e socialista, la democrazia liberista dei paesi occidentali \u00e8 solo uno squallido scimmiottamento del significato di democrazia. Il documentario lo evidenzia piuttosto bene, quando in coda ad una serie di testimonianze di ragazzi cubani, la voce narrante elenca una seria di auspici, parlando dell&#8217;imminente controrivoluzione a cuba e facendo riferimento al nome dei ragazzi stessi ed ai loro desideri: si parla qualunquisticamente di una cuba libera, dove si possa dissentire con le autorit\u00e0, dove ci sia libert\u00e0 di informazione ed espressione, dove si possa fare un cuba-libre senza beffa, dove ci sia libert\u00e0 di religione, dove non si debba espatriare per avere un futuro, dove l&#8217;Havana sia pi\u00f9 moderna, dove gli studenti possano protestare ed organizzarsi, dove nessuno soffra la fame e tutti possano avere la casa dei propri sogni. Non so quanto consoli i fratelli cubani che vivono sotto il regime Castrista, ma da giovane studente di un paese che fa parte del G8, di fatto, io non ho un futuro, non ho libert\u00e0 d&#8217;espressione, non posso dissentire con le autorit\u00e0, non ho la certezza di non soffrire la fame e di certo non avr\u00f2 mai la casa dei miei sogni. In compenso, possedendo un minimo  di denaro, posso affogare in litri di cuba-libre, capirinha, sex-on-the-beach, negroni e tanti tanti altri cocktail il cui ingrediente principale si chiama decervellamento, ma soprattutto posso postare tutto ci\u00f2 che voglio su internet, che si andr\u00e0 ad aggiungere ai post di milioni di alienati con l&#8217;illusione che poter scrivere sia democrazia, e che non avr\u00e0 neanche l&#8217;1% della rilevanza di venti secondi sulle reti televisive nazionali in mano ai padroni del mercato \u201clibero\u201d.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;font-style: normal;font-weight: normal\">La superficialit\u00e0 e la retorica con cui si \u00e8 affrontato e descritto il tessuto sociale cubano sono oltremodo dannose e devianti, manifestando la volont\u00e0 di non voler effettivamente denunciare le difficolt\u00e0 che quel popolo affronta, analizzandone contestualmente le cause, quanto piuttosto criminalizzare il modello castrista e metterlo in cattiva luce rispetto al totalitarismo di mercato occidentale.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;font-style: normal;font-weight: normal\">Questo risulta ancora pi\u00f9 palese quando la voce narrante pronuncia, solennemente: \u201c&#8230;una cuba dove gli stati uniti potranno togliere l&#8217;embargo\u201d.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;font-style: normal;font-weight: normal\">Si inorridisce di fronte a tanta violenza! Buona parte della fame dei cubani \u00e8 causata dall&#8217;embargo che il paese pi\u00f9 ricco del mondo, distante poche centinaia di miglia da Cuba, ha istituito da cinquant&#8217;anni per i propri meri interessi economico-politici: una misura violenta e disumana che avrebbe piegato qualsivoglia economia, che deve essere condannata come epocale violazione dei diritti umani e considerata come concausa di ogni sofferenza del popolo cubano, a braccetto con le deviazioni del regime. \u00c8 vergognoso il capovolgimento tra cause e conseguenze tentato dai documentaristi.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;font-style: normal;font-weight: normal\">\u00c8 necessario affermare i principi di un&#8217;esistenza libera e di una societ\u00e0 equa tanto a Cuba quanto in Italia, in Francia, negli Usa e in tutto l&#8217;occidente. Non fa eccezione il regime Castrista nello schedare ed alienare tutti i dissidenti del regime: chiunque osi mettere in discussione l&#8217;ordinamento politico ed economico dello stato, la sua organizzazione ed i suoi principi, viene schedato ed \u00e8 vittima di persecuzione giudiziaria, economica, sociale anche in Italia. La differenza del nostro approccio, tipico di una cultura indottrinata da decenni di propaganda e pensiero unico, \u00e8: la nostra societ\u00e0 \u00e8 giusta, quindi \u00e8 giusto contestare chi la mette in discussione; le societ\u00e0 apparentemente diverse, seppur producono i medesimi effetti, sono \u201csbagliate\u201d ed \u00e8 giusto modellarle a nostra volont\u00e0. Del resto buona parte del merito di una tale riuscitissima mistificazione \u00e8 da attribuire esattamente agli artefici del modello liberista, primi fra tutti gli strateghi statunitensi, sociologicamente ed antropologicamente molto pi\u00f9 efficaci di qualsiasi sostenitore di altre dottrine economiche, in quanto capaci di fondare e conservare l&#8217;organizzazione gerarchica della societ\u00e0 riducendo al minimo la repressione delle masse. Il controllo, infatti, si basa sull&#8217;illusione della libert\u00e0: si pensi alla libert\u00e0 di avere una casa. Formalmente nessuno impedisce ad un individuo qualunque di possedere una villa con piscina, ma sar\u00e0 la propria posizione economica ed il mercato a stabilire se e che tipo di casa sar\u00e0 in nostro possesso; questo continua a tenere sotto controllo milioni di persone che, per avere un posto dove dormire, accendono mutui trentennali (alimentando il potere economico delle banche), ma si addormentano tutte le notti, sfiniti di lavoro, sognando un giardino con il barbecue ed il cane, fedeli al pi\u00f9 stereotipato modello americano esportato con serie televisive e propaganda spicciola. E non tutti hanno ormai la possibilit\u00e0 di accendere un mutuo!<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;font-style: normal;font-weight: normal\">Difendere la rivoluzione cubana come l&#8217;atto con cui il popolo, guidato da un gruppo di eroici rivoluzionari, si \u00e8 liberato di una dittatura brutale e si \u00e8 affacciato verso la speranza di uno stato socialista, quindi equo e governato dal basso, \u00e8 un dovere, cos\u00ec come criticare il regime che ne \u00e8 scaturito, seppur in condizioni tremendamente indotte. Allo stesso tempo dovremmo riflettere e ragionare sui nostri regimi, sui nostri stati, sulle nostre condizioni di vita e su quelle che imponiamo agli altri.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;font-style: normal;font-weight: normal\">Pronuncia la voce narrante: \u201cNelle scuole di cuba vengono ancora insegnati i canti del socialismo e l&#8217;odio verso l&#8217;imperialismo\u201d. Che amara constatazione. Evidentemente, agli occhi offuscati dei documentaristi, Iraq, Afghanistan, Palestina, Triangolo del Niger, Libano e vent&#8217;anni di guerra permanente non si chiamano imperialismo, ma esportazione della democrazia. Ci riserviamo di dissentire da questa interpretazione ed apprezzare questa minima parentesi di istruzione cubana, soprattutto in relazione alla formazione impartita in Italia, che, per esempio in storia, non arriva di fatto oltre la seconda guerra mondiale.\u00a0 Del resto sarebbe imbarazzante spiegare a generazioni di giovani studenti che la loro democrazia si basa su sessantanni di stragi di stato, strategie della tensione, segreti di stato, servizi segreti internazionali, influenze statunitensi, giochi di potere, diritti enunciati dalla costituzione ma conquistati solo in piazza vent&#8217;anni dopo (implicherebbe svegliarli mentre glieli sottraggono) col sacrificio e persino col sangue, guerre funzionali all&#8217;industria delle armi ed all&#8217;imperialismo petrolifero, assoggettamento e sfruttamento del terzo mondo (si  pensi anche solo all&#8217;ENI), disastri senza alcun colpevole eccetera eccetera eccetera.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;font-style: normal;font-weight: normal\">Il messaggio deve essere chiaro, ma profondo: si alla rivoluzione cubana, no alla burocratizzazione, alla gerarchizzazione, alla discriminazione nell&#8217;intero pianeta. Vogliamo Cuba organizzata democraticamente attraverso consigli popolari, con libert\u00e0 di espressione e libera dall&#8217;embargo e dalle influenze occidentali. Vogliamo l&#8217;occidente organizzato democraticamente attraverso consigli popolari, libero dal mercato e dal profitto privato che ne connota la natura violenta, egoista ed imperialista.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;font-style: normal;font-weight: normal\">Esortiamo documentaristi ed opinionisti a lanciare un messaggio di vera libert\u00e0 e democrazia ogni qualvolta affrontano la questione Cuba, che non pu\u00f2 essere quella del regime castrista, non pu\u00f2 essere quella dei regimi di mercato, non pu\u00f2 essere quella delle multinazionali dell&#8217;informazione. Ahim\u00e8 le speranze di veder realizzato questo desiderio sono piuttosto minime, in quanto i documentaristi, in genere, sono esattamente al soldo di queste ultime.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;font-style: normal;font-weight: normal;text-align: right\"><strong>Flavio Stasi<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se lo spirito con cui il documentario \u00e8 stato girato, ma soprattutto montato, \u00e8 una parodia autoironica della condizione occidentale e della propaganda antisocialista del secolo scorso, il documentario \u00e8 perfettamente riuscito. 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