{"id":110,"date":"2010-08-30T11:34:55","date_gmt":"2010-08-30T09:34:55","guid":{"rendered":"http:\/\/resistente.noblogs.org\/?p=110"},"modified":"2010-08-30T13:50:24","modified_gmt":"2010-08-30T11:50:24","slug":"ponte-sullo-stretto-e-laffare-del-secolo-per-la-mafia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/resistente.noblogs.org\/?p=110","title":{"rendered":"Ponte sullo stretto: \u00c8 l&#8217;affare del secolo per la mafia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right\"><em>Nota pubblicata sulla rubrica regionale &#8220;il Chiosco&#8221; del quotidiano Calabria Ora in data 30 Agosto 2010<\/em><\/p>\n<p><!-- \t\t@page { margin: 2cm } \t\tP { margin-bottom: 0.21cm } --><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Titolo originale: <strong>Le false ragioni del Si.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fa tenerezza leggere le fantasticherie del \u201cponte dello stretto\u201d passando una mattinata in coda  sulla Salerno-Reggio Calabria, tentando di raggiungere l&#8217;unico aeroporto realmente funzionante della regione. Questa mattina neanche la panoramica ed estenuante SS 18 Tirrenica pu\u00f2 venire in aiuto dei calabresi costretti a muoversi di citt\u00e0 in citt\u00e0, dal momento che gli incidenti la bloccano in pi\u00f9 punti da ieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Evidentemente i sostenitori di questo megamostro non sono abituati ad attraversare la regione con mezzi convenzionali, poich\u00e9 \u00e8 sotto gli occhi di tutti la contraddizione in termini di un opera ambiziosa e costosa quanto inutile e devastante, da impiantare all&#8217;estremo sud di una regione con un assetto infrastrutturale e di trasporto da terzo mondo.<!--more-->Ebbene, le ragioni del no incondizionato sono economiche, sociali, culturali, paesaggistiche e di tutela di un territorio gi\u00e0 fin troppo provato dagli scempi e dal cemento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quante volte abbiamo sentito parlare di strampalati progetti spinti dal ricatto che si nasconde dietro la promessa di posti di lavoro e di millantata ricchezza: si tratta del ricatto della povert\u00e0 su cui sostenitori e finanziatori del ponte intendono basare il proprio consenso, su cui si fonda anche quel gap culturale che permette alla &#8216;ndrangheta, tanto discussa in questi giorni, di far presa su vecchie e nuove generazioni di calabresi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In termini reali il ponte sullo stretto non \u00e8 nient&#8217;altro che l&#8217;affare del secolo per tutta una serie di speculatori del settore edilizio e per la pi\u00f9 grossa azienda del meridione: appunto, la mafia. Gi\u00e0, perch\u00e9 dalle parti dello stretto lo sanno tutti che &#8216;ndrine e cosche stanno aspettando da tempo \u201ci soldi del ponte\u201d, i quali dati alla mano potrebbero sostituire per qualche anno quello che \u00e8 attualmente il business pi\u00f9 proficuo per la malavita organizzata: i rifiuti tossici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo business costerebbe alla Calabria, alla Sicilia ed all&#8217;Italia non solo miliardi di soldi pubblici, dei cittadini, ma soprattutto chilometri e chilometri di territorio, costa e mare, inondati dal cemento senza ottenere nulla in cambio, nonch\u00e9 la perdita di una di quelle risorse inestimabili che risulta infruttuosa a causa di quella stessa sciatta classe politica che oggi vuole distruggerla: lo stretto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quella dei comitati \u201cpro-mostro\u201d \u00e8 ormai una strategia consolidata. Laddove ci sono grossi interessi  c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno disposto a difenderli ed a sostenerli. Siamo sicuri che molti lo facciano in buona fede, ma troviamo paradossale che questi signori si prendano la briga di accusare di malafede un movimento dal basso che da anni non fa altro che contrastare lobby economiche e pseudo-intellettuali: se quest&#8217;accusa non fosse tanto ridicola sarebbe il caso di analizzarne la matrice. Rileviamo le medesime strategie col ponte, con la centrale del Mercure, col carbone a Rossano e le rivedremo ancora, poich\u00e8 nella bagarre e nella confusione sguazza chi ha torto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non ci stupisce che gli stessi soggetti sostenitori del ponte siano tra coloro che spingono per il carbone a Saline Ioniche, evidentemente di mostri se ne intendono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se ci fosse stata tanta spinta per lo sviluppo di un piano di riorganizzazione ed ammodernamento infrastrutturale della regione Calabria per esempio, con tanto di master universitari ed ingenti investimenti pubblici, probabilmente oggi staremmo parlando di misure concrete come l&#8217;ammodernamento della SS 106 per ricongiungere seriamente l&#8217;estremo sud al resto della nazione attraverso il naturale prolungamento dell&#8217;Autostrada Adriatica A14; staremmo pensando al potenziamento del trasporto marittimo attraverso i porti di Gioia Tauro e Corigliano Calabro; a costruire, collegare e potenziare gli aeroporti; a ridare dignit\u00e0 alle ferrovie di tutto il mezzogiorno, le quali versano in condizioni drammatiche. Ma nessuno prende la briga di calcolare quanta disoccupazione, quanto sottosviluppo, quanto disagio comporta la sostanziale assenza di un servizio ferroviario interregionale e la progressiva cancellazione delle tratte a lunga percorrenza dalla Sicilia verso il resto d&#8217;Italia e d&#8217;Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A proposito di ferrovie: la societ\u00e0 RFI del gruppo Ferrovie dello Stato da anni ha iniziato un processo di smantellamento del servizio pubblico di traghettamento sullo stretto di Messina, un processo caratterizzato dal continuo depotenziamento del servizio di trasporto per vettori ferroviari e passeggeri. Smantellamento che \u00e8 giustificato dalla mancata vocazione marittima della societ\u00e0 ferroviaria e che nel frattempo lascia siciliani e calabresi alla merc\u00e8 del trasporto privato. L&#8217;esasperazione per il continuo aumento delle tariffe forse dovrebbe spingere siciliani e calabresi a invocare la costruzione di un ponte? Fra l&#8217;altro RFI \u00e8 azionista della societ\u00e0 Stretto di Messina, insieme ad ANAS e ministeri competenti, e si \u00e8 impegnata a pagare alla stessa societ\u00e0 del ponte circa cento milioni di euro l&#8217;anno per l&#8217;utilizzo della struttura. Gli amministratori di RFI, evidentemente, nutrono una spiccata vocazione per i mega-ponti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In conclusione la rinascita meridionale pu\u00f2 passare dal \u201cponte sullo stretto\u201d, ma non dalla sua costruzione, bens\u00ec dall&#8217;opportuno reinvestimento dei fondi pubblici \u201cmiracolosamente spuntati\u201d a favore di quest&#8217;opera. Fondi che sono stati negati ad ogni altro utilizzo attraverso la cantilena della crisi e che potrebbero porre rimedio ad una situazione infrastrutturale catastrofica, nonch\u00e9 riqualificare settori cardine come la sanit\u00e0 e la scuola oppure semplicemente bonificare e rivalorizzare i tanti territori colpiti dalla stessa strumentale spregiudicatezza di chi oggi sostiene il Ponte.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><em><strong>Flavio Stasi<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right\"><em><strong>Matteo Leta<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nota pubblicata sulla rubrica regionale &#8220;il Chiosco&#8221; del quotidiano Calabria Ora in data 30 Agosto 2010 Titolo originale: Le false ragioni del Si. Fa tenerezza leggere le fantasticherie del \u201cponte dello stretto\u201d passando una mattinata in coda sulla Salerno-Reggio Calabria, tentando di raggiungere l&#8217;unico aeroporto realmente funzionante della regione. 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